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L´isola di Boipeba é
inserita nell´Arcipelago di Tinharé.
che fa parte del município di Cairu,
nel Baixo Sul di Bahia.
Circondata da un lato dall´Oceano
e dall´altro lato dal Rio do Inferno
(Fiume dell´Inferno), l´isola
si distacca per la sua rara bellezza naturale
e la grande diversitá dei suoi ecosistemi.
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"Mboi pewa", da cui prese origine
il nome Boipeba, é una parola tupy
che vuol dire "serpente piatto"e
che si riferiva alla tartaruga marina
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Boipeba riunisce uma foresta densa di Mata Atlantica,
restinga, dune, mangrovie estese e spiagge paradisiache
com palme di cocco e barriere corallifere di grande
valore ecologico e paesaggistico.
Le scogliere si estendono per la costa e diventano
spiagge protette da onde e correnti.
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La flora e la fauna é ricca di una grande varietá
di coralli, alghe, pesci, molluschi, stelle di maré,
conchiglie. Si puó, anche, notare l´esistenza
di tartarughe marine che depongono le uova in molte
delle spiagge dell´isola.
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Le aree di foreste nell´isola servono come
protezione per le diverse speci di fauna, con
una grande varietá di uccelli e colibri,
armadilli, volpi e rettili.
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Per la grande importanza del patrimonio naturale
e per la necessitá di protezione degli
ecosistemi delle isole di Tinharé e Boipeba,
il Governo dello Stato di Bahia creó l´Area
di Protezione Ambientale (APA) delle due isole,
com il decreto statale 1.240 del 5 giugno 1992.
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Interessati nella realizzazione delle azioni proposte,
gli abitanti di Boipeba, riuniti nell´Associazione
degli Abitanti e degli Amici di Boipeba, concepirono
la proposta di Sviluppo Sostenibile dell´Isola
di Boipeba. Amabo vuole contribuire con questo piano
al miglioramento della vita della popolazione dell´isola,
creando un esempio di come si possono sviluppare attivitá
economiche, specialmente il turismo, senza degradare
l´ambiente.
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Clima e temperatura
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Mês:
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Jan.
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Fev.
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Mar.
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April
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Maio
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Jun.
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Aug.
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Set.
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Out.
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Nov.
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Dez.
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Horas de sol por dia:
(média mensal)
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9
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8
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8
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7
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6
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6
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6
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7
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7
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8
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8
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8
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Temperatura
de dia:
(média mensal)
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31°
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31°
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30°
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29°
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28°
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27°
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26°
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26°
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27°
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28°
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29°
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29°
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Temperatura
a noite:
(média mensal)
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24°
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24°
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23°
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23°
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22°
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22°
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21°
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21°
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21°
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22°
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23°
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Temperatura
do mar:
(média mensal)
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28°
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28°
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27°
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27°
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27°
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26°
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25°
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25°
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25°
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26°
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26°
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27°
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Chuva
por mês /mm:
(média mensal)
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100
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110
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140
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310
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310
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250
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200
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150
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120
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120
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120
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110
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Popolazione
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Boipeba é uno dei luoghi di piú
antica colonizzazione di Bahia, quando i Gesuiti
fondarono il villaggio nel 1537. L´isola
é formata daí paesi di Velha Boipeba,
São Sebastião, Moreré e Monte
Alegre.
Si puó accedere solo dal mare e dal fiume.
L´accesso fluviale é piú utilizzado,
soprattutto per la tranquillitá delle acque
dell´estuario. Esiste a volte difficoltá
di accesso a causa della bassa marea, con banchi
di sabbia sul percorso.
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Velha Boipeba
Costruita intorno alla Piazza di Santo Antonio,Velha
Boipeba é il villaggio di maggiore importanza
dell´isola, con uma popolazione di circa
1.600 persone essenzialmente legate alla attivitá
di pesca e, negli ultimi 10 anni, al turismo.
La Chiesa del Divino Spirito Santo é il
monumento storico di maggior importanza e risale
al secolo XVII.
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Moreré
Il villaggio é localizado sulla costa
dell´Oceano Atlantico, tra la Ponta dos
Castelhanos e Velha Boipeba. Oggi é il
secondo centro piú visitato dell´isola.
Esistono alcune pousadas, bar e ristoranti. Non
ha un punto di attracco e l´imbarco e lo
sbarco di merci e persone é fatto con l´aiuto
di canoe.
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São Sebastião
Il villaggio di São Sebastião si
localizza a sud dell´isola, in una insenatura
vicina a Ponta dos Castelhanos. E´conosciuto
anche con il nome di Cova da Onça (grotta
della pantera) a causa dell´esistenza di
una grotta intorno alla quale gli abitanti raccontano
molte storie, tra cui quella che serví
da nascondiglio ai Gesuiti contro gli attacchi
degli Indios, durante la colonizzazione.
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Economia e infra-struttura
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L´attivitá economica predominante
nell´isola é la pesca. Esistono circa
40 imbarcazioni con motore diesel, sprovvisti,
molte volte, di equipaggiamento di navigazione,
primeggiando il coraggio, l´abilitá
e la conoscenza del luogo da parte dei "maestri"
e dei pescatori.
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Oltre al pesce, sono catturati e commercializzati vari
tipi di granchi (guaiamu, caranguejo e siri), la "lambreta"
(una specie di vongola di fiume) e principalmente gamberi.
Il turismo é recente nell´isola: esistono
circa 30 piccole pousadas.
Le coltivazioni principali nell´isola sono quelle
di cocco e di dendê e di frutta come mango, cajú
e mangaba
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Sull´isola non ci sono automobili e ci
si sposta a piedi o con il trattore. Questa caratteristica
svolge un ruolo importante nella conservazione
ambientale dell´area ed é motivo
di turismo ecologico. Tra le fazendas e i villaggi
si accede via mare o attraverso le strade limitrofe.
L´energia elettrica é 220V e arriva
via cavo sotterraneo.
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La storia
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Durante i primi 30 anni della colonizzazione,
il litorale baiano serví come appoggio
sulla rotta dell´India, il cui commercio
di prodotti di lusso - seta, tappeti, porcellana
e spezie - era molto piú vantaggioso dei
prodotti offerti dalla nuova colonia. Nei piccoli
e grandi porti naturali, la flotta si riforniva
de acqua e di legna e approfittavano per fare
piccole riparazioni.
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Il litorale baiano era popolato da nazioni indigene
del gruppo linguistico tupi: i Tupinambás, i
Tupiniquins e gli Aimorés. Le isole di Boipeba,
Cairu e Tinharé erano abitate dal gruppo dei
Tupinambás e la cittá di Cairu era la
maggiore metropoli indigena della regione. Il nome Cairu
deriva dalla parola Aracaiurru della lingua indigena
tupi, che vuol dire "Casa del Sole".
A partire dal 1516 inizia la colonizzazione del paese.
La costa baiana fu divisa in tre "capitanias"
(dominî dati a un militare) e piú tardi
suddivisa in cinque. Nel secolo XVIII le capitanie furono
incorporate alla Corona, nel momento della creazione
del Governo Generale, formando la grande Capitania di
Bahia.
Nell´azione catechizzattrice degli Ordini Religiosi,
i Francescani furono i primi a stabilire contatto con
la nuova terra. Chi, peró, ebbe la parte piú
importante nella colonizzazione furono i Gesuiti che
arrivarono in Brasile nel 1549, con il Primo Governatore
Generale del Brasile, Tomé de Souza. Oltre al
Collegio di Salvador, si stabilirono residenze a Porto
Seguro e Ilhéus.
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Da quel momento, si crearono vari villaggi nelle
vicinanze. Nel 1563, Mem de Sá dona al
Collegio di Bahia la cosiddetta "sesmaria"
delle 12 leghe di Camamu, dove i Gesuiti fondarono,
nello stesso anno, il Villaggio e la Residenza
di Boipeba e il Villaggio di Nossa Senhora da
Assunção di Camamu.
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Durante il secolo XVII, questa regione svolge un compito
di produttrice di generi alimentari e materiali di costruzione
per la cittá di Salvador e per tutta la baia
coltivata a canna da zucchero. Il villaggio di Boipeba
ebbe un forte sviluppo a causa della fuga dei coloni
dal continente impauriti dagli attacchi degli Aimorés
e diventó "paese" tra il 1608 e il
1610.
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La Chiesa del Divino Spirito Santo di Velha Boipeba,
costruita dai Gesuiti, é il monumento storico
piú importante dell´isola di Boipeba.
Fu costruita intorno al 1610 e ampliata nel secolo
XIX.
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L´economia del litorale baiano fu, per
tre secoli, esclusivamente estrattivista. All´inizio,
l´obiettivo principale era il "pau-brasil",
molto importante per le tinture europee; piú
tardi si aggiunsero legni destinati alla costruzione
navale e civile. La lavorazione di questi alberi
si concentrava nella parte centrale del litorale
baiano, tra Ilhéus e Valença.
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L´attivitá estrattiva comprendeva fibre
vegetali, come la "piaçava" e i "coquilhos"
delle palme, specialmente di dendê. La produzione
di canna da zucchero ebbe un grande sviluppo, durante
il secolo XVII, a Camamu e la coltivazione della mandioca
si diffuse nello stesso secolo nelle Baie di Tinharé
e Camamu, specialmente nelle isole, protette dagli attacchi
indigeni.
Nel secolo XVIII, furono introdotte altre coltivazioni
como quella di cacao, caffé, cannella, garofano
dell´India e pepe del regno.
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Per la sua posizione strategica, nell´entrata
della Baia de Todos os Santos, il Governatore
Diogo Luís de Oliveira ordinó, nel
1631, la costruzione di un forte nel Morro de
São Paulo, ampliato nel 1730, trasformandolo
in una delle maggiori fortificazioni della costa
brasiliana.
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Alla fine del secolo XVII, il villaggio di Amparo,
sulla riva del fiume Una, divenne Paese con il
nome di Valença (1799), con le sue terre
divise dal municipio di Cairu.
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