| |
Protezione dell´ambiente
|
| |
|
La missione di Amabo é contribuire allo
sviluppo ordinato e sostenibile dell´isola
di Boipeba, migliorando la qualitá di vita
della popolazione locale e la preservazione dell´ambiente.
Con questo obiettivo, Amabo mobilizza la comunitá
denunciando fatti che disturbano e minacciano
gli abitanti, turisti e l´ambiente di Boipeba.
|
|
 |
|
| |
Piscine naturali
|
| |
 |
|
Le piscine naturali emergono tra i coralli durante
la marea bassa. É un ambiente ricco di
fauna e flora, con grandi varietá di pesce,
aragoste, stelle di mare, polpi, oltre a diversi
coralli e piante subacquee.
É il posto piú visitato nell´isola
e per questo motivo soffre a causa del grande
impatto.
|
|
| |
|
A causa della mancanza di ordine e controllo:
- i motoscafi sono ancorati sopra i coralli e
gli scogli dentro l´area delle piscine;
- i marinai dei motoscafi non rispettano i limiti
di velocitá, mettendo i visitatori in pericolo;
- i visitatori calpestano i coralli danneggiandoli.
|
|
 |
|
| |
|
Nel 2003, gli abitanti di Boipeba presero l´iniziativa
di ordinare il flusso di turismo nelle piscine.
In una riunione di Amabo, si decise di collocare
boe con l´obiettivo di demarcare una area
esclusiva per i nuotatori, lasciando, cosí,
fuori i motoscafi e le barche.
|
|
 |
|
| |
|
Con i propri mezzi, gli abitanti costruirono
12 boe con scritto l´avviso "APA"
( Area di Protezione Ambientale) ancorate nel
fondo con cemento.
|
|
 |
|
| |
|
Ancora oggi stiamo nel processo di convincere
i marinai che portano i turisti a rispettare l´area
demarcata.
Chiediamo ai visitatori delle piscine di fare attenzione
a non camminare sui coralli, a non buttare rifiuti
nel mare, a non alimentare il pesce con pane a
causa del lievito.
|
|
 |
|
| |
Monitoraggio e accompagnamento comunitario
- MAC
|
| |
 |
|
Dall´anno 2000, alcune imprese dell´industria
del petrolio sviluppano attivitá nel litorale
sud di Bahia, in un ambiente di ecosistemi fragili
e di alta importanza ecologica e economica.
|
|
| |
|
EINel marzo 2003 morirono tonnellate di pesce nel mare
di fronte alle spiagge di Guabim, Morro de São
Paulo, Garapuá, Boipeba, Pratigi e Maraú.
Si trattava di pesci grandi che vivevano nel fondo del
mare.
Nello stesso periodo, l´impresa El Paso perforava
con una piattaforma di fronte all´isola di Boipeba
e la impresa PGS registrava dadi sismici nella regione
tra Itacaré e Ilheus. Le due imprese furono sospettate
di aver causato la morte dei pesci e furono investigate
dalla Promotoria Pubblica, con Procedimento Amministrativo
05/03.
A partire da quel momento, gli abitanti della regione
cominciarono a domandarsi quale fosse il reale impatto
delle attivitá petrolifere e di monitoraggio.
Durante le udienze pubbliche per la concessione alle
imprese Grant e PGS, le associazioni e le colonie di
pescatori cominciarono a rivendicare la partecipazione
di rappresentanti delle comunitá, sotto forma
di monitoraggio e accompagnamento comunitario - MAC.
I rappresentanti dell´Ufficio di Concessioni
di Petrolio e Nucleare - ELPN/IBAMA - accettarono le
rivendicazioni e condizionarono le licenze alla realizzazione
del MAC
Ulteriori informazioni sul MAC
|
| |
Fuoriuscita di paraffina
|
| |
 |
|
Il 27 gennaio 2001, ci fu un incidente con fuoriuscita
di paraffina, che sporcó le spiagge di
Boipeba e della regione.
Amabo, preoccupata con la salute della popolazione
locale e la preservazione della flora e della
fauna, informó il Centro de Recursos Ambientais
e la Petrobras dell´incidente.
|
|
| |
|
Fu raccolto materiale per analisi, a partire del quale
si scoprí che la nave "Pietro Barbaro"
dell´impresa italiana Novamar Internacional srl
aveva causato l´inquinamento che aveva toccato
il litorale di Bahia, dalle isole di Tinharé
e Boipeba fino ai municipi di Camamu, Itacaré
e Ilheus.
La Petrobras ´mobilitó equipe specializzate
e contrattó centinaia di abitanti, diverse imbarcazioni
e trattori nella regione per pulire dalla paraffina.
In dieci giorni furono raccolte piú di 80 tonnellate
di paraffina, recuperando, cosí, le bellezze
della regione.
|
| |
|
L´impatto ambientale e socie-economico
per Boipeba fu profonda. Al di lá dell´inquinamento
delle spiagge e delle aree di fiume e mangrovie,
la notizia generó una immagine negativa
del luogo e causó danni sociali notevoli.
A partire da quel momento, la Petrobras accettó
la proposta del restauro della Chiesa del Divino
Spirito Santo con un accordo con Amabo, per la
ricostruzione del tetto e del sottotetto della
chiesa che é simbolo secolare della storia
della civilizzazione locale.
|
|
 |
|
| |
Fuoriuscita di olio
|
| |
 |
|
Una minaccia costante per l´ambiente é
la fuoriuscita di olio.
Nel gennaio 2003, una nave sparse una grande
quantitá di olio nel mare, olio che arrivó
fin sulle coste della regione.
|
|
|
|
|
Amabo denunció di nuovo al CRA, alla Petrobras
e alla Promotoria Pubblica a Valença.
Nuovamente, la Petrobras contrattó abitanti
del luogo per pulire le spiagge e gli scogli.
|
|
 |
|
| |
Pesci morti
|
| |
|
Nel marzo 2003, l´isola di Boipeba fu colpita
da un altro disastro ecologico. Furono trovate
tonnellate di pesci morti e moribondi sulle spiagge
dell´isola e nel mare. Secondo i racconti
dei pescatori, si trattava di pesci grandi che
vivono nel fondo del mare.
|
|
 |
|
| |
|
Il giorno 7 marzo, Amabo depositó una denuncia
presso il Promotore dell´Ambiente di Valença
e il giorno 8 marzo presso il CRA. Per analizzare, mise
in congelamento due dei pesci trovati morti.
Nel momento della morte, l´impresa El Paso e
PGS stavano lavorando in attivitá legate allo
sfruttamento di petrolio e gas. Esiste, quindi, il sospetto
che la morte dei pesci sia legata alle attivitá
di queste imprese.
|
| |
 |
|
Il giorno 22 aprile 2003, le Promotorie di Giustizia
do Baixo Sud convocarono un´udienza pubblica
sulla alta mortalitá della fauna marina
nella regione, presieduta dal Promotore di Giustizia.
|
|
| |
|
Amabo presentó diapositive che illustravano
l´inquinamento paesagistico causato da una
piattaforma, casi di fuoriuscita di paraffina
e olio, foto sulla morte dei pesci, relazioni
sull´impatto ambientale ai danni dell´isola
di Boipeba dall´anno 2001.
|
|
 |
|
| |
|
Il rappresentante dell´impresa El Paso parló
del lavoro svolto da El Paso nella regione e delle azioni
adottate per la salvaguardia dell´ambiente. In
ultimo, spiegó i procedimenti adottati per investigare
le possibili cause di mortalitá del pesce in
questione, con promessa di consegna della relazione
finale nel maggio 2003.
Il rappresentante dell´impresa Everest, responsabile
per gli studi dell´impatto sull´ambiente
delle attivitá dellla PGS, spiegó le misure
investigative prese, prevedendo i risultati delle analisi
entro 3-4 settimane.
Si osservó una grande ostilitá da parte
di vari segmenti della societá civile, volendo
un comportamento etico di trasparenza e idoneitá
nell´investigazione dell´incidente, con
un conseguente risarcimento dei danni.
Le imprese El Paso e Everest concordarono nell´accettare
i periti indicati dal Ministero Pubblico, i quali accompagnarono
gli studi e le ricerche promossi dalle imprese.
Restó stabilito che, dopo la consegna delle
relazioni, sarebbe stata convocata una nuova udienza
pubblica per la presentazione e la discussione dei risultati,
mediante previa disponibilitá degli studi al
pubblico.
Il 23 settembre 2003, le Promotorie convocarono un´altra
udienza pubblica per divulgare i risultati. Le due imprese
presentarono ognuna una relazione che non spiegava la
causa della morte del pesce, ma che appena asseriva
che El Paso e PGS non erano responsabili.
Neanche il perito delle promotorie scoprí chi
causó il disastro. La popolazione e i pescatori
rimasero insoddisfatti e rivoltati con questo risultato.
|
| |
Fango negli scolgi
|
| |
|
Subito dopo la morte del pesce nel marzo 2003,
una sostanza fina, portata dalla corrente del
mare, si depose sugli scogli di fronte all´isola
di Boipeba e creó una patina di fango.
|
|

|
|
|
|
|
Un sub (pescatore in apnea di Boipeba) disse che c´era
una nave vicina alla piattaforma di El Paso che stava
buttando fuori una materia che sembrava fumo o fango.
Alcuni giorni dopo, alcuni sub notarono la sostanza
portata dalla corrente che sporcava l´ acqua e
che poi si depositava sugli scogli. Questa sostanza,
apparendo in superficie, esalava un odore molto forte.
Secondo i sub, questa sostanza aveva un colore giallastro
e dopo essersi depositata sulle alghe diventava nera.
|
| |
|
Di conseguenza, altri sub di Boipeba notarono
in queste zone che i polipi e le aragoste scomparivano
e oggi, infatti, si constata una perdida motlo
forte nella cattura.
|
|
 |
|
| |
|
Amabo denunció il fatto nuovamente al Promotore
dell´Ambiente e all´IBAMA e sollecitó
un accompagnamento e un controllo piú efficiente
dell´attivitá di sfruttamento di gas e
petrolio nella regione. Per questo motivo, la popolazione
di Boipeba suggerí di creare un Consiglio di
Accompagnamento, per permettere che rappresentanti della
comunitá potessero controllare direttamente le
attivitá della imprese petrolifere.
|
| |